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                           Galtelli          

Galtellì, 56,82 kmq di territorio, è situato nella Sardegna nord-orientale, a circa 9 km dal Golfo di Orosei, ai piedi del panoramico Monte Tuttavista, su cui svetta la gigantesca statua bronzea del Cristo, dell'artista madrileno  Pedro Angel Terron Manrique.

L'ambiente presenta un paesaggio fortemente suggestivo, anche per la presenza di preziose e rare specie di orchidee endemiche, di curiosi esemplari di fauna sarda, come lo schivo ed elegante pollo sultano. Ma il paese esprime grande fascino soprattutto con il patrimonio di storia, di arte sacra, di architettura, di archeologia, di tradizioni.

Meritano una visita anche le chiese, come la Cattedrale romanica di San Pietro, impreziosita dagli affreschi medievali che propongono, con “evidenti richiami alla tradizione bizantina”, scene del Vecchio e Nuovo Testamento, e le numerose opere in legno policromo, prima fra tutte, nella Parrocchiale, quella di Cristo Crocifisso, in stile gotico-toscano, dei primi del XV secolo, cui sono attribuiti atti miracolosi tanto da essere meta di pellegrinaggi da tutta l’isola. Coinvolgono e sono motivo di profonda commozione i canti e i riti della Settimana Santa, che vedono protagoniste le confraternite e l’intera comunità galtellinese.

Forte è anche il richiamo delle rovine del castello medievale di Pontes, che era la sede dei baroni che presiedevano la curatoria. Il territorio, richiama ad un passato ancora più lontano, testimoniato dalle tombe neolotiche epogeiche (domus de janas) di Malìcas, dentro l’abitato, dal dolmen e dalle allèes couvertes di Sa Pirichedda, da nuraghi semplici e complessi, da fonti sacre nuragiche.

Ancora più forte è il richiamo delle architetture, dei paesaggi, delle tradizioni, della gente, che rievocano le immagini, gli ambienti, le case, i saporti e gli stati d’animo di quel di Galte (Galtellì) del più celebri dei romanzi di Grazia Deledda, Canne al vento, che le valse il premio Nobel, ora al centro del Parco letterario dedicato alla scrittrice nuorese. Il paese conserva ancora intatti gli scorci che hanno ispirato il capolavoro.

A raccontare le tradizioni, la vita e l’economia del passato di Galtellì, dentro l’abitato, in Via Garibaldi, si tgrova anche la settecentesca dimora conosciuta come Sa Domo ‘e sos Marras (la casa dei Marras), che, divenuta sede del Museo etnografico del paese, raccoglie reperti e testimonianze che danno l’idea della vita contadina e pastorale dei secoli andati.